NewsLetter N.9/2024
- lunedì 03 giugno 2024
- Consenso, Legge 40, Linee guida, PMA
- Italia
PUBBLICATE LE NUOVE LINEE GUIDA SULLA PMA. LE PRINCIPALI NOVITÀ (ANCHE) GRAZIE A DUE SENTENZE DELLA CORTE COSTITUZIONALE
Il 9 maggio 2024 sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale le nuove linee guida sulla procreazione medicalmente assistita (PMA) che vanno ad aggiornare le precedenti indicazioni risalenti all’anno 2015.
In Italia, la PMA è disciplinata nei suoi contenuti fondamentali dalla legge 19 febbraio 2004, n. 40, che demanda la concreta definizione delle procedure e delle tecniche ad apposite linee guida adottate dal Ministero della Salute, con il supporto dell’Istituto Superiore di Sanità e con il parere del Consiglio Superiore di Sanità.
Lo scopo primario di queste linee guida è quello di fornire indicazioni vincolanti ai centri autorizzati circa lo svolgimento delle tecniche di PMA, assicurando il pieno rispetto di quanto previsto dalla legge n. 40/2004. Nel corso degli anni, tra l’altro, la legge citata è stata più volte oggetto di pronunce della Corte Costituzionale, andando conseguentemente a modificarne l’assetto in modo sostanziale.
Una tra le principali novità all’interno delle nuove linee guida riguarda la revoca del consenso informato della coppia alla PMA, tema rispetto al quale erano sorti molteplici dubbi interpretativi anche alla luce dei diversi interessi coinvolti. In particolare le linee guida ribadiscono che tra la manifestazione della volontà della coppia e l’inizio dell’applicazione della tecnica deve intercorrere un termine non inferiore a sette giorni, prevedendo la revoca del consenso informato da ciascuno dei soggetti che accedono alla tecnica fino al momento della fecondazione dell’ovulo – come già stabilito dall’art. 6, l. n. 40/2004 – o, in caso di diagnosi genetica preimpianto che abbia diagnosticato una patologia dell’embrione relativa ad anomalie o malformazioni del nascituro, e determinante un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna, fino al momento del transfer.
Nel primo caso, le linee guida recepiscono la sentenza n. 161/2023 della Corte Costituzionale che, all’esito di un complesso bilanciamento tra gli interessi coinvolti, ha ritenuto ragionevole e costituzionalmente legittimo il termine per revocare il consenso alla PMA fino alla fecondazione assistita dell’ovulo, in questo modo tutelando, da un lato, la formazione della volontà dei futuri genitori e, dall’altro, il diritto alla vita del nascituro.
Le conseguenze dell’irrevocabilità del consenso, recepite esplicitamente dalle linee guida, si concretizzano quindi nella possibilità di procedere all’impianto anche se siano venute meno le condizioni di accesso alla PMA come la cessazione del rapporto della coppia – accadimento che può in concreto verificarsi ancor più nei casi in cui l’impianto dell’embrione è differito nel tempo per tutelare la salute della donna.
Nel secondo caso, le linee guida recepiscono la sentenza n. 229/2015 della Corte Costituzione che ha introdotto la possibilità di non procedere all’impianto quando la diagnosi genetica preimpianto abbia rilevato una grande patologia dell’embrione.
Sempre in tema di consenso alla PMA, le linee guida stabiliscono che, al momento dell’accesso alle tecniche di PMA, ai richiedenti deve essere rappresentato, con chiarezza e per iscritto, che dopo la fecondazione assistita dell’ovulo, il consenso alla PMA non può essere revocato e la donna può richiedere l’impianto dell’embrione anche se il partner sia deceduto, come precisato nella sentenza n. 13000/2019 della Suprema Corte di Cassazione.
Inoltre, le linee guida prevedono una novità anche per quanto riguarda i costi di crioconservazione degli embrioni non immediatamente trasferiti. In assenza di una previsione di legge in tal senso, infatti, le precedenti linee guida stabilivano che tali costi dovessero essere sopportati esclusivamente dalla struttura sanitaria che eroga servizi di PMA. Le nuove linee guida oggi stabiliscono invece che le strutture dovranno farsi carico dei costi solamente nel primo anno, dopo il quale i costi saranno sostenuti dalla coppia che accede alla PMA.
Per concludere, le nuove linee guida, nel richiamare i principi giurisprudenziali da ultimo emersi, fanno oggi chiarezza su importanti temi che avevano fatto sorgere complessi dubbi interpretativi conseguenti alla necessità di contemperare diversi interessi coinvolti.
L’auspicio è che tale aggiornamento rappresenti il primo passo verso una riforma organica della materia che coinvolga anche la legge n. 40/2004, oramai, come anche confermato dalle pronunce della Corte Costituzionale, per alcuni aspetti inadeguata ai tempi del progresso scientifico.
Autore: Avv. Daniela Di Palma e Dott.ssa Marta Minnici
